La coscienza aliena del polpo

Alieni, a cura di Jim Al-Khalili, Ed. Bollati Boringhieri, è, secondo me, un riferimento necessario e bello per chiunque sia interessato al tema dal punto di vista scientifico. Uno dei contributi è a firma dello neuroscienziato Anil Seth. Il quale afferma: se vuoi incontrare un alieno, lascia perdere lo spazio e incontra un polpo. Da questa affermazione ha inizio una riflessione sulla coscienza aliena. Ecco i punti principali.

Introduzione

– Al di là di quale sia la forma di vita aliena che esiste da qualche parte nello spazio, è probabile che la sua coscienza sia molto diversa dalla nostra.

– Ed ecco fare la sua comparsa l’Octopus vulgaris, ovvero il comune polpo. Il quale ha circa mezzo miliardo di neuroni la maggior parte dei quali, e questo è il dato interessante, si trovano distribuiti negli arti. Che in questo modo vengono a sembrare una sorta di animali indipendenti.

– Alcuni segnali dell’intelligenza del polpo sono: trovare oggetti nascosti dall’interno di un cubo in plexiglas; percorrere un labirinto e uscirne; usare come strumenti degli oggetti naturali; risolvere problemi osservando come li affrontano altri polpi.

– Seth cita il neurobiologo Clifton Ragsdale, il quale, sulla rivista “Nature” afferma che il DNA del polpo sembra qualcosa di alieno.

– Quindi, conclude Seth, se vogliamo farci un’idea di come possa essere la coscienza di un alieno dobbiamo esplorare l’universo del polpo.

La coscienza umana

– La coscienza è una forma di consapevolezza di Sé stessi che può essere interrotta come, per esempio, in certe fasi del sonno.

– Distinzione tra livello cosciente e contenuto cosciente. Il livello cosciente rappresenta il livello di consapevolezza di sé di un organismo, ovvero quanto un organismo sia “conscio”. Si tratta di un livello graduale che va dalla completa incoscienza (es.: sotto anestesia generale) al completo stato di veglia vigile. Il contenuto cosciente rappresenta un elemento che caratterizza una scena cosciente. Restando agli esseri umani, in una scena ci sono molti contenuti: forme, colori, emozioni, pensieri eccetera. I contenuti coscienti si dividono in contenuti correlati al mondo (es.: il colore del cielo) e in contenuti correlati a sé (es.: sensazioni fisiche).

– Non è possibile identificare una specifica regione del cervello umano come sede della coscienza. L’ipotesi più fondata è quella secondo la quale la coscienza umana dipende da come comunicano tra di loro varie regioni cerebrali.

La coscienza del polpo

– Nel polpo difetta la mielina, che negli esseri umani permette lunghe connessioni neuronali. Come visto, la maggior parte nei neuroni del polpo si trovano distanti dal cervello centrale, negli arti. Già questi due fatti fanno pensare che la coscienza del polpo possa essere molto diversa dalla nostra, ma comunque presente, benché manchino studi approfonditi in proposito.

– Il polpo ha una buona vista, che funziona anche nei fondali oceanici e, comunque, in condizioni di scarsa illuminazione. Non solo: “vede” anche con la pelle, e questo gli è di aiuto nel mimetizzarsi nell’ambiente circostante.

– Per quanto riguarda gli altri sensi, il polpo ha, come noi, olfatto, gusto e tatto, mentre non riesce a sentire bene.

– I tentacoli del polpo possiedono molti recettori sensoriali, relativi, oltre che al tatto, anche al gusto.

– Il polpo possiede anche i recettori del dolore e mette in atto comportamenti in relazione a essi, simili a quelli dei vertebrati, come pulire la propria pelle e proteggere le parti del corpo ferite.

– Il fatto che il polpo metta in atto comportamenti molto flessibili (vedi anche sopra il punto sui segnali della sua intelligenza) fa pensare che esso abbia una forma di consapevolezza delle proprie percezioni, ovvero che sia conscio di esse. Il che significa che il polpo elabora le informazioni e che, sulla base di queste, prende delle decisioni.

– Tra le varie forme di autocoscienza proprie dell’essere umano, Seth seleziona la coscienza di possedere un corpo e di identificarsi con esso. Così comincia a trasferire questo concetto al polpo. Come prima cosa torna a sottolineare come il sistema nervoso del polpo sia decentralizzato. I suoi tentacoli hanno un’ampiezza di movimenti, anche complessi, superiore a quella dei nostri arti; movimenti che addirittura riescono a compiere anche in seguito alla recisione del tentacolo dal resto del corpo. Conclude: il polpo ha sì un’esperienza indistinta del proprio corpo ma, a tempo stesso, possiede anche una sorta di consapevolezza relativa all’”essere un tentacolo”.

– Mentre le ventose del polpo si attaccano a qualunque oggetto, non si attaccano mai né agli altri tentacoli né al suo corpo. Questo perché il polpo secerne una sostanza chimica che permette una forma di autoriconoscimento in grado di impedire alle ventose di attaccarsi al polpo stesso. Si tratta, secondo Seth, di una sensazione a noi sconosciuta, vicina a una sensazione che possiamo definire “aliena”.

– Attraverso il mimetismo il corpo del polpo produce in sé cambiamenti radicali di dimensioni, forma, colore e consistenza. Anche questa rappresenta una specie di consapevolezza del proprio corpo “aliena”.

– La coscienza negli esseri umani e non, nasce per adattarsi a sopravvivere in un contesto complesso e mutevole. Quindi non è necessario che siano presenti forme elevate di funzionamento cognitivo come il linguaggio e il pensiero razionale. Basta essere in grado di percepire sé stessi e il mondo circostante in modo da garantire la propria sopravvivenza all’interno di un determinato contesto. Questo tipo di coscienza potrebbe essere comune sia agli esseri umani che a eventuali alieni.

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